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LA NARRATIVA UTOPICA E DISTOPICA

 

 

Il termine utopia venne usato per la prima volta nella letteratura inglese da Sir Thomas More, come titolo della sua opera del 1516; utopia è un gioco di parole a partire da due termini del greco antico, che significa, alla fine, sia "nessun luogo" sia "luogo meraviglioso", indicando quindi un posto ideale che non esiste nella realtà. Nel libro di More, Utopia é un'isola dove sono applicati i principi di ispirazione democratico-socialista, dove la comunità degli uomini che vi risiede vive in armonia e pace; nasce a partire da quest'opera un nuova branca della letteratura,  che parla di luoghi immaginari dove tutto é perfetto, in contrapposizione alla realtà che si vuole criticare.

La successiva opera utopica è La Nuova Atlantide, di Francis Bacon, che vene pubblicata nel 1626. Anche in questo caso abbiamo una società completamente isolata che ha pieno controllo della natura, e dove le futuristiche invenzioni danno enormi vantaggi alla comunità umana.

Nel diciottesimo secolo si può considerare come scrittore di tendenza utopica Johnatan Swift, con il suo noto I viaggi di Gulliver, che tuttavia i critici preferiscono definire un esempio di romanzo semiutopico, nella misura in cui solo l'ultima delle quattro civiltà incontrate dal protagonista ha tutte le caratteristiche per e essere considerata utopica; l'opera, con l'apparenza di una straordinaria avventura, é una acuta satira in cui viene attaccata la malvagità dell'uomo verso la società.

Nel 1872 esce Erewhon, di Samuel Butler; il libro - il cui titolo é un anagramma di nowhere, riprendendo il significato di utopia - racconta la storia di un viaggiatore che scopre questo luogo che si basa su principi totalmente opposti a quelli della società vittoriana, vero oggetto della critica da parte dell'autore.

Il Novecento ha visto una grande produzione letterari per quanto riguarda le utopie; la maggior parte di esse sono utopie tecnologiche, in cui gli intelligenti uomini possono dedicarsi ad attività piacevoli mentre il lavoro è interamente svolto dalle evolute macchine. Accanto a queste ci sono anche le utopie fantascientifiche, la cui categoria annovera anche The Time Machine di H.G. Wells.

I romanzi utopici ispirati al mito dello sviluppo della scienza e della tecnologia, hanno dato origine ad una reazione contro questo filone da parte di diversi scrittori che criticano questi aspetti del mondo moderno, che non portano ad un miglioramenti ma piuttosto costituiscono una minaccia per l'uomo. Avviene in questo moneto la conversione della  narrative utopica nella narrativa distopica o anti-utopica. Anche qui si parla di luoghi inesistenti, ma non sono ideali e perfetti bensì minacciosi e terrificanti; di solito vengono ambientati nel futuro, come a monito per l'umanità, per mostrare a cosa é destinata se non avviene un cambiamento nei comportamenti e negli atteggiamenti.

Aldous Huxley2.jpg (217246 byte)Il più acuto di tutti i romanzi distopici é Brave New World (Il mondo nuovo) scritto nel 1932 da Aldous Huxley. Il racconto é ambientato sei secoli nel futuro e mostra i pericoli della successi scientifici e della dittatura, il cui risultato é un mondo in cui non c'é più ne libertà né identità.

George Orwell ai microfoni della BBC.jpg (123635 byte)Sugli stessi temi é orientato anche Animal Farm (La fattoria degli animali) di George Orwell. Quest'opera é una satira riguardo una comunità di animali sotto una dittatura animale e costituisce una forte critica contro ogni forma di totalitarismo. Questo lavoro venne poi seguito da Nineteen Eighty-four (1984), scritto nel 1949, in cui abbiamo un'altra società futura,dove é mostrata la vita sotto un dittatore totalitario, il Grande Fratello, a capo di una enorme gerarchia, costituita dal partito. anche in questo caso il messaggio di Orwell é estremamente chiaro: la dittatura non é solo una costante minaccia per il futuro dell'umanità, ma é altresì un pericolo per la libertà individuale, anche psicologica, in quanto ha la capacità di manipolare le i pensieri.